Feb 092012
 

For almost two years — that is, since the depar­ture of Carla Fracci as a dir­ector - the Bal­let of the Rome Opera seems to have fallen prey to evil spirits, or at least incom­pet­ent ones, who have drastic­ally reduced the quant­ity and qual­ity of performances. All under the orders of the fam­ous con­ductor, notori­ously des­potic and a known enemy of dance. The new dir­ector of the bal­let company, Micha van Hoecke, has no spe­cific respons­ib­il­it­ies for now. But the future is worrying.

So opens an art­icle in Ballet2000 (known in Italy as Bal­letto Oggi) about the down­hill slide of the Rome com­pany. Dance journ­al­ist Dona­tella Ber­tozzi, holds no punches. She continues,

Over the last eight­een months the magical world of bal­let has changed at the Rome Opera into a world of night­mares: three evil fair­ies - Superficiality, Incompetence and Ignor­ance - in cahoots with Carabosse, are opposed to For­tune and the Future of (dance, of course) and are mount­ing a siege on Rome’s Opera House, plotting to decree (finally!) the ruin of the bal­let company. Shows can­celled, a steep fall in the num­ber of bal­lets in the sea­son (from almost a hun­dred to less than fifty), ballets sched­uled in pres­ti­gi­ous pro­duc­tions and then rep­res­en­ted in unknown versions. “New” choreography for the rep­er­tory bal­lets turn out to be remakes of well-known his­tor­ical ver­sions (which any­one who has seen a bit of bal­let in his life can recog­nize)… And finally, press rela­tions reduced a min­imum: being that no one is cap­able of run­ning them with any com­pet­ence, press con­fer­ences for bal­let have been simply abolished.

Ouch! But the truth is often pain­ful to hear.

For at least thirty years these spir­its have been work­ing away in the shad­ows - not only in Rome but all over Italy — to wipe out the Italian bal­let tradition. It seems that they are on the verge of succeeding.

Except that for a dec­ade (2000–2010) a seem­ingly power­ful Lilac Fairy, disguised as Carla Fracci, man­aged to obtain excel­lent res­ults (with, inevitably, a few flops), and a com­pany that seemed doomed twenty years ago was reborn.

Fracci’s last sea­son bal­let scored a tie with the opera sea­son: 18 titles a head, some­thing unheard of in Italian theatres. It is prob­ably not a coin­cid­ence that Fracci’s known lean to the left in polit­ics led her to be ous­ted when the right took over Rome’s council.

And along came Muti.

was offered the artistic helm of the Opera House by the mayor of Rome, Gianni Ale­manno. For some inex­plic­able reason, he was able to dic­tate who would lead the bal­let com­pany. Cer­tainly not Fracci, with whom the con­ductor had had vari­ous spats with in Milan, and so at the end of July 2010 the ‘Duse of Dance’ left the theatre for good, and when the com­pany returned after the sum­mer break they found two-thirds of the season’s pro­gramme can­celled. Muti’s old friend Micha van Hoecke stepped into her shoes, though his pos­i­tion is still temporary.

The first sea­son without saw bal­let per­form­ances halved, and one of her star dan­cers, Vito Mazzeo, left while the going was good, and became a prin­cipal dan­cer with the San Fran­cisco Bal­let. Swan Lake was grandly announced to be in a brand new ver­sion by Attilio Labis, but when it came to it the theatre presen­ted the ver­sion that Fracci had given them. Three new cre­ations became just one, and Markarova’s dis­ap­peared and was replaced with a ver­sion by the unknown .

Carla Fracci, just as she was about to leave her post, told the dan­cers that they must fight for their jobs, for the com­pany and for bal­let. Is it too late?

  10 Responses to “Carla Fracci, Riccardo Muti, and the destruction of ballet in Italy”

  1. RT @gramilano: Carla Fracci, Ric­cardo Muti, and the destruc­tion of bal­let in Italy: http://t.co/tSu2Ft6e #

  2. RT @gramilano: Carla Fracci, Ric­cardo Muti, and the destruc­tion of bal­let in Italy: http://t.co/8ROoWZWp #ballet

  3. Polit­ica apparte, la situazione a Roma era ben lontana dall’essere per­fetta sotto la direzione di Carla Fracci.
    Per prima cosa bisogn­erebbe atten­ersi ai fatti:
    I 18 tit­oli (Diaghilev Mus­agete,
    La bella addormentata nel bosco, Les Bal­lets Russes 1/2/3 ,
    Sogno di una Notte di mezza estate, La Gitana, La Sylphide,
    Il lago dei Cigni, Lo Schi­ac­cianoci, Il papavero rosso, Gis­elle
    L’heure exquise, The bad boys of piano, Chopin rac­conta Chopin,
    Don Chis­ci­otte, I capricci di Mari­anna, Romeo e Giuli­etta) non sono stati rap­p­resent­ati solo nell’ ultima sta­gione della Fracci bensì tra Gen­naio 2009 e Luglio 2010 e non dimenti­chiamo i vari cam­bia­menti o can­cellazioni riguardo tit­oli, coreo­grafi e ospiti.
    Con un ruolo cent­rale aggi­unto per lei in quasi tutti i bal­letti del rep­er­torio (se il lib­retto lo richie­deva o meno) o le tante inutili “creaz­ioni ” per la vec­chia diva, morte dopo qual­che spettacolo ( per citare alcuni di questi dis­astri imbarazzanti ” la Primavera romana della signora Stone”, “Diaghilev Mus­agete “o” Dio salvi la regina ”) il Teatro ha speso centinaia di migli­aia di euro , non solo per il cachet della Fracci ma anche per la “regia” del marito Menegatti, per i suoi col­lab­or­atori e assist­enti, più scene e cos­tumi (in alcune di queste produzioni la signora Fracci aveva 4 o 5 cos­tume diversi). Che pec­cato vedere un artista come la Fracci ridotta cosi…
    Per non par­lare dei tanti ospiti, alle volte inutili visto che nel corpo di ballo emergevano ragazzi di tal­ento ai quali spesso non è stata vera­mente data una chance per poter Cres­cere a liv­elli internazion­ali.
    …Carla Fracci è stata una Dea della danza e per questo pos­siamo anche essere indul­genti e gen­er­osi nel vederla per l’ ennes­ima volta nei panni di Isad­ora Duncan ma nel momento in cui a più di 70 anni , per sod­dis­fare il proprio ego, ha preso il posto della pic­cola Clara sulle note del celebre pas de deux nel primo atto de ” Lo Schi­ac­cianoci”, arran­cando in torno al pal­coscen­ico nascosta tra veli e tulle, credo fosse giunto il momento di cam­bi­are vis­ione del futuro!
    Qua­lunque sia il futuro del Bal­letto dell’Opera di Roma, è una bene­d­iz­ione sia per il Teatro che per ciò che resta della reputazione della divina Carla Fracci, che lei non sia più alla direzione e sul pal­coscen­ico del Costanzi.

  4. Polit­ica apparte, la situazione a Roma era ben lontana dall’essere per­fetta sotto la direzione di Carla Fracci.
    Per prima cosa bisogn­erebbe atten­ersi ai fatti:
    I 18 tit­oli (Diaghilev Mus­agete,
    La bella addormentata nel bosco, Les Bal­lets Russes 1/2/3 ,
    Sogno di una Notte di mezza estate, La Gitana, La Sylphide,
    Il lago dei Cigni, Lo Schi­ac­cianoci, Il papavero rosso, Gis­elle
    L’heure exquise, The bad boys of piano, Chopin rac­conta Chopin,
    Don Chis­ci­otte, I capricci di Mari­anna, Romeo e Giuli­etta) non sono stati rap­p­resent­ati solo nell’ ultima sta­gione della Fracci bensì tra Gen­naio 2009 e Luglio 2010 e non dimenti­chiamo i vari cam­bia­menti o can­cellazioni riguardo tit­oli, coreo­grafi e ospiti.
    Con un ruolo cent­rale aggi­unto per lei in quasi tutti i bal­letti del rep­er­torio (se il lib­retto lo richie­deva o meno) o le tante inutili “creaz­ioni ” per la vec­chia diva, morte dopo qual­che spettacolo ( per citare alcuni di questi dis­astri imbarazzanti ” la Primavera romana della signora Stone”, “Diaghilev Mus­agete “o” Dio salvi la regina ”) il Teatro ha speso centinaia di migli­aia di euro , non solo per il cachet della Fracci ma anche per la “regia” del marito Menegatti, per i suoi col­lab­or­atori e assist­enti, più scene e cos­tumi (in alcune di queste produzioni la signora Fracci aveva 4 o 5 cos­tume diversi). Che pec­cato vedere un artista come la Fracci ridotta cosi…
    Per non par­lare dei tanti ospiti, alle volte inutili visto che nel corpo di ballo emergevano ragazzi di tal­ento ai quali spesso non è stata vera­mente data una chance per poter Cres­cere a liv­elli internazion­ali.
    …Carla Fracci è stata una Dea della danza e per questo pos­siamo anche essere indul­genti e gen­er­osi nel vederla per l’ ennes­ima volta nei panni di Isad­ora Duncan ma nel momento in cui a più di 70 anni , per sod­dis­fare il proprio ego, ha preso il posto della pic­cola Clara sulle note del celebre pas de deux nel primo atto de ” Lo Schi­ac­cianoci”, arran­cando in torno al pal­coscen­ico nascosta tra veli e tulle, credo fosse giunto il momento di cam­bi­are vis­ione del futuro!
    Qua­lunque sia il futuro del Bal­letto dell’Opera di Roma, è una bene­d­iz­ione sia per il Teatro che per ciò che resta della reputazione della divina Carla Fracci, che lei non sia più alla direzione e sul pal­coscen­ico del Costanzi.

  5. I’m a little bit con­fused about the quant­ity of titles. Accord­ing to the art­icle there were 18. Accord­ing to the press con­fer­ence of decem­ber 2009 when Fracci presen­ted the 2010 bal­let sea­son the num­ber was 12. Where the other 6 came from?
    http://www.balletto.net/giornale.php?articolo=2491

    • Hello Maria,

      Dieu de la Danse reply­ing to the Face­book entry (http://www.facebook.com/gramilano) explains it thus:

      “I 18 tit­oli (Diaghilev Mus­agete, La bella addormentata nel bosco, Les Bal­lets Russes 1/2/3, Sogno di una Notte di mezza estate, La Gitana, La Sylphide, Il lago dei Cigni, Lo Schi­ac­cianoci, Il papavero rosso, Gis­elle, L’heure exquise, The bad boys of piano, Chopin rac­conta Chopin, Don Chis­ci­otte, I capricci di Mari­anna, Romeo e Giuli­etta) non sono stati rap­p­resent­ati solo nell’ ultima sta­gione della Fracci bensì tra Gen­naio 2009 e Luglio 2010 e non dimenti­chiamo i vari cam­bia­menti o can­cellazioni riguardo tit­oli, coreo­grafi e ospiti.”

  6. Thanks for such a detailed and informed response!

  7. Carla Fracci, Ric­cardo Muti, and the destruc­tion of bal­let in Italy http://t.co/LIPfrSib via @zite

  8. E’ impossibile negare che la direzione Fracci abbia presentato aspetti dis­cut­ib­ili; del resto, ciò accade anche alla più felice iniz­i­ativa umana. Tut­tavia mi preme aggi­ungere che alcune iniz­i­at­ive evid­en­zi­ate dall’intervento di Dieu de la Danse sono state present­ate cogliendone il lato infe­lice, cer­ta­mente inneg­abile, senza con­trobil­an­ciarlo con la seg­nalazione dell’indotto positivo.

    Ad esem­pio, è vero che ci sono state molte creaz­ioni e ricostruzioni di tit­oli romantici morte dopo qual­che spettacolo ed è vero che ce né sono state di poco rius­cite e di interesse artist­ico lim­itato. Tut­tavia abbiamo avuto anche pro­poste di nic­chia, con punte di gran­dis­sima qual­ità come la Gitana, affidata a una big quale Luisa Spin­a­telli, come Carosello Romano, che strizza l’occhio a Schnitz­ler, come Michelan­gelo. Inoltre, anche le produzioni meno felici si sono rivel­ate una preziosa palestra per il corpo di Ballo: la signora Fracci sa per­fettamente che, a un certo liv­ello, un ballerino può cres­cere e mat­ur­are solt­anto andando in scena il più sov­ente pos­sibile. Dunque le creaz­ioni hanno avuto un ruolo nel realiz­zare il

    Con­sol­i­da­mento del corpo di ballo, uno degli obi­et­tivi della direzione Fracci. A ciò la Signora è perven­uta anche dando spazio sia agli ele­menti loc­ali di com­provata per­izia, sia ad alcuni giovani emer­genti. Con­di­vido quanto affer­mato nell’intervento pre­ced­ente: ciò non è effet­tiva­mente avven­uto spess­issimo; ma, va detto, la Signora ha seguito e pre­par­ato solo gli artisti del corpo di ballo interessati ai suoi inseg­na­menti e ha cer­ta­mente las­ci­ato in panch­ina quelli che la con­sid­eravano solo una gloria del pas­sato inca­pace di incidere sul presente. Basti pensare ai suc­cessi di Aless­andra Amato e di Vito Mazzeo, spesso pre­par­ati ad import­anti debutti di rep­er­torio dalla Signora in per­sona. Aggi­ungo solt­anto che Fracci ha fatto da coach a Vito Mazzeo per i ruoli di Hylarion e di Albrecht per due anni con­sec­utivi. Forse è di qual­che interesse sapere che le prin­cipal del San Fran­cisco Bal­let, ove ora Mazzeo è primo ballerino, dovendo inter­p­retare Gis­elle, gli hanno chi­esto di seguirle in qual­che prova per­ché pas­sasse loro sug­ger­i­menti appresi dalla signora Fracci. Questo negli U.S.A. Da noi è solo un pas­sato da svil­laneg­giare.
    Invece, non sono del tutto in accordo con un altro punto dell’intervento di Dieu de la Danse: lo spazio las­ci­ato agli ele­menti loc­ali mer­ite­voli non ha sof­ferto per i numer­osissimi ospiti gra­zie a un secondo risultato della direzione

    Sta­gioni con un import­ante numero di tit­oli. Al di là del numero esatto di produzioni annue, ancorché con­tato al rib­asso, le sta­gioni romane hanno rag­gi­unto l’ordine di gran­dezza numer­ica delle sta­gioni dei mag­giori corpi di ballo internazion­ali di tutto rispetto, cosa dalla quale è ben lungi ogni altro Bal­letto in Italia, incluso quello della Scala di Mil­ano. Oltre alle creaz­ioni e alle ricostruzioni di bal­letti romantici, le numer­osissime produzioni hanno seguito import­anti motivi ispir­atori, precisamente

    a) Produzioni dei mag­giori tit­oli di rep­er­torio: La Sil­f­ide, Gis­elle e i tre clas­sici di Tchaik­hovsky; Corsaro, tit­olo man­cante al rep­er­torio dell’Opéra di Parigi, e Ray­monda, all’epoca in Italia in rep­er­torio solo a Roma; Don Chis­ci­otte e, ancorché non otto­cen­tesco, Romeo e Giulietta.

    b) Recu­pero della coreut­ica e del décor delle Avan­guardie di primo ‘900, dai Bal­lets Russes ai Balets Sué­dois. Il Teatro dell’Opera di Roma è stato, sotto la direzione Fracci, il primo teatro itali­ano a pro­porre i grandi riform­atori della coreut­ica clas­sica –Fokine, Nij­in­sky, Massine, Bal­anchine, Börlin– e i grandi nomi del décor delle Avan­guardie –Bakst, Picasso, De Chirico, Gabo-. Col Royal Bal­let, l’Opera di Roma con­di­vide l’onore di avere in rep­er­torio Les Biches della Nijinska.

    Quanto agli ospiti ricon­o­sco molto di vero in quanto afferma il nos­tro Vestris: almeno il loro numero poteva essere alleg­gerito e le scelte avrebbero potuto con­centrarsi sulle mag­giori étoiles internazion­ali. Ma resta il fatto che è stato ottem­per­ato il dovere di ogni direttore

    Present­are al pub­blico le mag­giori étoiles internazion­ali. La signora Fracci, gra­zie a una vas­tis­sima con­o­scenza delle scuole più pres­ti­gi­ose, coad­i­uvata dal Maes­tro Menegatti, ha invitato a Roma stelle da: ABT, NYCB, Boston Bal­let, San Fran­cisco Bal­let, Bolshoi, Mar­ijn­sky, Opéra di Parigi, Royal Ballet.

    Inoltre, come negare che molte presenze in scena della signora Facci le abbi­ano reso un cat­tivo servizio?Tuttavia sono tut­tora vivide nella mia memoria le stu­pefa­centi lezioni di teatro –e che teatro!- che ci ha regal­ato come Cara­bosse, come Regina Madre, come Lady Cap­u­leti e anche come Karsav­ina (e forse anche come se stessa) nell’evocazione di Gis­elle, un momento magico che è bastato a can­cel­lare con un colpo di spugna i pas­saggi meno felici di Diaghilev Mus­agète. E il pub­blico presente la pensava come me, vista l’interminabile ovazione che le ha decretato.

    In con­clu­sione, con­di­vido quanto afferma Dieu de la Danse: la situazione a Roma non era per­fetta sotto la direzione di Carla Fracci. E non è certo colpa di nuove direzioni se il corpo di ballo ha perso la vis­ib­il­ità nazionale e internazionale garantita solo dalla presenza della Signora Fracci, una presenza suf­fi­ciente a stimol­are gli inviti di teatri italiani e stranieri. Ma, per quanto detto, aggi­ungo che, pure con tutte le scelte meno felici, era e resta la miglior direzione pos­sibile. E, infatti, non mi stupisce che oggi il Ballo a Roma sia tor­nato ad essere la nullità di un tempo, come mi sem­bra poter ded­urre da molti inter­venti di appas­sionati, letti in inter­net. Ciò che, invece, mi stupisce è la rapid­ità quasi ful­minea con cui è stato polver­izzato il lavoro di dieci anni.

    Marino Palles­chi

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